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Profilo

cristianiMi chiamo Alberto Rosselli, ho 55 anni e di professione faccio il giornalista, lo storico e il geopolitico. Sono felicemente sposato con Monica, e posseggo un delizioso seppur anziano labrador nero, Mario, dal quale non mi stacco mai, o quasi.

Non mi garba la mondanità, la promiscuità e l’eccessiva modernità. Apprezzo la cultura nella misura in cui essa produce benefici effetti sul mio carattere e mi consente di comprendere meglio la natura e gli esseri umani che mi circondano. Sono un conservatore, in quanto credo nella Tradizione e tendo a mantenere le buone abitudini e ad applicare il buon senso alle cose; ma nel contempo sono un uomo aperto alla scoperta e agli esperimenti: sono un empirico, e come prassi preferisco, anche per comodità, quella induttiva alla deduttiva. Amo la vita confortevole, detesto viaggiare (l’ho già fatto da giovane). Apprezzo la buona tavola e i vini rossi e bianchi, soprattutto veneti, pugliesi e toscani (dei liguri ho a cuore il Rossese di Dolceacqua e il Pigato, ma di elevato lignaggio). Solitamente, mi vesto con una certa cura, soprattutto nella stagione invernale, e prediligo i capi classici e poco appariscenti. Amo le cravatte, ma in tinta unita e a disegni minuti. Mal sopporto la trasandatezza, la volgarità, il “buonismo” e il “politicamente corretto”. “Essere alla buona” non lo ritengo un merito sociale o una qualità dello spirito, ma una deficienza che sconfina nel complesso e quindi nella patologia. Mi piace “l’essere elegantemente naturale”, e se possibile, in armonia, estetica e concettuale, con le persone e le cose che mi circondano. Durante l’anno, lavoro, praticamente sette giorni su sette, mentre d’estate mi ritiro nel mio eremo di Pra Loup (Valle dell’Ubaye, Alta Provenza) a smaltire le fatiche attraverso il lavoro manuale (amo costruire porte di legno del tutto inutili). Sono, in fondo, una persona molto semplice, di buon carattere, ma molto reattivo all’occorrenza, fino alla guerra. Apprezzo soltanto gli uomini che riescono a coniugare il cuore all’intelletto: chi manca di una di queste due ‘qualità’ non mi soddisfa. Ritengo, infatti, del tutto inutili l’intelligenza e la cultura se disgiunte dalla passione.

cristianiAmo la musica classica, rock, soul, ma sono allergico al jazz e al samba. Mi piacciono i cartoni animati (amo Gatto Silvestro, ma non Topolino: troppo democristiano). La mia squadra del cuore è il Genoa (ma è una questione di fede, non una predisposizione sportiva). Detto questo, il calcio non mi interessa più di tanto. Da giovane ho praticato la boxe francese (savate), ma da vecchio vorrei aprire una falegnameria e dedicarmi, oltre ai libri, anche ai cani abbandonati. Ho pochi veri amici e, a dire il vero, non me ne servono altri; anche se amo conoscere il prossimo. Da ragazzo mi sono avvicinato alla carta stampata per puro caso. Fin da piccolo (ho frequentato un noto istituto di gesuiti e ho conseguito una licenza liceale scientifica con un 37 assai fragile, ma molto snob) ho sempre nutrito una certa passione per il disegno, la pittura, ma anche la Storia, la Filosofia, l’Etnologia, la Geografia e la scoperta di Terre Ignote (il greco di Massilia, Pitea, è stato il mio maestro); ragion per cui pensavo che da grande avrei fatto il cartografo o il pittore. Non per nulla, a vent'anni, entrai per la prima volta in una redazione come disegnatore.

Ma come si sa, da cosa nasce cosa, e un giorno il mio direttore mi affidò un pezzo su una mostra di un famoso paesaggista genovese (“Visto che sei portato per il disegno saprai pure “resocontare” un avvenimento di questo tipo”: così egli giustificò la sua azzardata scelta). Da quella prima, stentata e per nulla entusiasmante esperienza, trassi quindi la convinzione che nella vita tutto è possibile programmare, tranne il fato e la pazzia. Consegnato il primo articolo ad un fragile quotidiano della mia città, ne feci poi degli altri fino a prendere in considerazione l’idea di trasformare i miei tentativi in una vera e propria professione: non certo per giovanile passione, ma per sostanziale mancanza di alternative. In fin dei conti, parafrasando Joseph Roth, scelsi questa strada per esclusione, poiché ogni altro lavoro era del tutto incapace di soddisfarmi pienamente.

Dopo essermi laureato con un certo merito in Scienze Politiche, essermi iscritto all’Albo dei Giornalisti ed avere frequentato la facoltà di Storia e Filosofia, iniziai i miei pellegrinaggi. Ho lavorato, sia come collaboratore sia come redattore e inviato (e in seguito vicedirettore e direttore) per svariati quotidiani e periodici locali, nazionali e internazionali, collimando via via i miei interessi giornalistici su talune tematiche a me più congeniali: arte, economia, storia, storia militare, storia delle religioni, geopolitica. In qualità di collaboratore ho scritto per diversi quotidiani, tra cui La Gazzetta del Lunedì, Il Corriere Mercantile, Il Lavoro-Repubblica, Il Secolo XIX, L’Unità, Il Giornale, Libero, Il Secolo d'Italia, Brescia Oggi, L'Indipendente, Maariv (Israele), Jerusalem Post (Israele), Il Tempo, La Padania, e per periodici come L’Europeo e Il Borghese, per poi concentrare i miei sforzi su testate specialistiche di storia, politica e geopolitica, come Storia Illustrata, Histoire (Francia), Aviation History e Military History (USA), La Cina (Pechino), Storia & Battaglie, Storia del Novecento, Storia e Verità, Dossier Intelligence, Storia in Rete, La Rivista Marittima, Il Nuovo Risorgimento, Area, Nova Historica, La Porta d’Oriente, La Destra ed altre ancora.

Per quanto concerne l'attività pubblicistica ho al mio attivo alcuni lavori tra cui: Québec 1759 (Erga Editrice, Genova); Il Conflitto anglo-francese in Nord America 1756-1763 (Erga Editrice. Lavoro tradotto anche in lingua inglese); Il Tramonto della Mezzaluna - L’Impero Ottomano nella Prima Guerra Mondiale (Rizzoli BUR); La resistenza antisovietica in Europa Orientale 1944-1956 (Edizioni Settimo Sigillo), L’Ultima Colonia – la guerra coloniale in Africa Orientale Tedesca 1914 – 1918 (G. Iuculano Editore); Il Ventennio in Celluloide (Edizioni Settimo Sigillo); Sulla Turchia e l’Europa (Solfanelli Editore); L’Olocausto armeno (Solfanelli Editore), Storie Segrete (Iuculano Editore), Il movimento panturanico e la grande Turchia (Settimo Sigillo Editore), Essere Cristiani in Cina (Iuculano Editore), La persecuzione dei cattolici nella Spagna repubblicana 1931-1939 (Solfanelli Editore), Breve Storia della Guerra Civile Greca (Settimo Sigillo), La Guerra Civile Greca (Settimo Sigillo), L’America che non fu (Edizioni Il Cerchio), Islam – Nazismo – Fascismo (Solfanelli Editore), I Balestrieri Liguri (Ligurpress). Attualmente sto lavorano su un testo incentrato su L’Asia Centrale: Ultimo Eldorado energetico, e su La Storia del Sinkiang. Per quanto concerne la Storia Militare, ho ultimato, in collaborazione con lo storico elvetico Gabriele Faggioni, un testo su La Guerra nel Mare del Nord, 1939-1945 (Edizioni Mattioli) ed uno su La Liguria durante la Seconda Guerra Mondiale (Ligurpress).

Questo sito raccoglie servizi, articoli, libri, immagini e altri materiali e notizie su Alberto Rosselli, sulla sua attività di giornalista e ricercatore storico e su quella dei suoi colleghi.

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