Come calcolare la rata della cessione del quinto

La cessione del quinto è un metodo comunemente utilizzato per far sì che si possa onorare la rata di un prestito, sia esso un finanziamento o un mutuo, cedendo il 20% del proprio stipendio mensile (in questo articolo vedremo alcuni esempi di cessione del quinto). La formula è molto comoda perchè consente di versare automaticamente la somma dovuta tramite una trattenuta dalla busta paga e per legge il datore di lavoro non può rifiutarsi di concedere l’autorizzazione, salvo casi particolari. Nel caso in cui si sia stati segnalati come cattivi pagatori per prestiti precedenti insoluti, la richiesta di prestito con cessione del quinto potrebbe essere negata dalla banca.

 

Per chi vale la cessione del quinto?

 

Per rendere fruibile con semplicità questa forma di rimborso del prestito, la Legge ha stabilito che è possibile sia per istituti bancari che per finanziarie private stipulare prestiti con la cessione del quinto. Questa modalità è dunque accessibile a pensionati, dipendenti pubblici e dipendenti privati, con una semplice trattenuta sul loro conto corrente bancario. Bisogna però ricordare che la cessione del quinto si ottiene sempre dietro la presentazione di attestazioni comprovanti il reddito del richiedente:

– almeno due buste paga;

– un documento di identità do colui che richiede il prestito;

– il codice fiscale del richiedente;

– autorizzazione dell’azienda o dell’ente pensionistico.

Fattori da tenere in considerazione per la cessione del quinto

 

Per richiedere un prestito o finanziamento rimborsabile tramite cessione del quinto, la banca o la finanziaria richiede delle garanzie aggiuntive, come la stipula di una polizza sulla vita, ad esempio. Bisogna inoltre considerare che all’aumentare dell’età del richiedente diminuisce la somma che è possibile richiedere: di solito il massimo richiedibile è di circa 30000 euro, rimborsabile in 24, 48, fino a un massimo di 120 rate. Molto spesso l’istituto che eroga il credito richiede assicurazioni aggiuntive, come ad esempio può essere richiesta un’assicurazione sul mutuo, di solito sulla vita di colui che richiede il prestito. E’ possibile inoltre estinguere anticipatamente il prestito, ma solo se è trascorsa una buona parte del periodo totale di finanziamento e comunque pagando sempre una penale di estizione. Grazie alla cessione del quinto è possibile sia consolidare diversi mutui già in atto, sempre rimborsando un massimo del 20% sul totale dello stipendio.

Casi di licenziamento

 

Nel caso in cui il dipendente venga licenziato o cambi lavoro, viene utilizzato il TFR a garanzia del prestito, fino al momento in cui il lavoratore prende contatti con la finanziaria e decide qual è il metodo migliore per rinegoziare il prestito ottenuto. Nel caso in cui l’azienda fallisca, sarà l’assicurazione ad attuare i provvedimenti necessari a coprire il debito per far sì che il cliente possa rientrare, in attesa di ulteriori soluzioni.

 

Come calcolare la rata dovuta tramite la cessione del quinto

 

Per calcolare la rata dovuta, bisogna basarsi sul reddito netto: prendendo come esempio la busta paga di un impiegato, di circa 1300 euro, si potrà prendere fino a 1300/5= 260 euro massimo al mese. Per garantire la solvibilità del pagatore, la Legge ha stabilito che non si può mai superare la soglia massima del 20% della busta paga.

 

Simulando una rata dovuta per un prestito a dipendente pubblico, supponendo un’anzianità di servizio di 15 anni e uno stipendio di 1300 euro, si può giungere circa a tale calcolo:

 

Tan: 10%

Taeg: 11%

Numero rate: 120

Credito richiesto: 30000 euro.

 

Si avrà una rata di 260 euro al mese, considerando anche un’imposta di bollo dovuta allo stato di 16 euro ed un canone agevolato per le commissioni su bollettini ed incassi pari a 0,00. Come si può notare, il ruolo determinante è giocato anche dal TAN e dal TAEG, che possono incidere in maniera non indifferente sull’ammontare totale della rata dovuta. Vediamo in maniera riassuntiva come incidono questi due parametri sul totale del finanziamento.

 

TAN e TAEG: come incidono sul finanziamento

 

Il TAN e il TAEG sono due tassi che, insieme alle spese amministrative, all’imposta di bollo e all’assicurazione richiesta, danno un contributo significativo alle spese accessorie dovute sull’importo finanziato.

Cosa sono? Il TAN è il tasso di interesse annuale che si calcola sul prestito stipulato e viene ripartito sulle varie rate: solitamente quindi la rata dovuta è aumentata rispetto alla rata teorica delle spese del TAN. Portando un esempio concreto, per un prestito di 5000 euro con TAN al 4,60% e TAEG al 6,08%, il prestito aumenterà di circa 600 euro, portando la somma totale da restituire a 5607 euro in 60 rate. IL TAEG è invece un indicatore puramente teorico, necessario a stimare i costi accessori ed a fare un paragone fra le varie offerte di banche o istituti di credito. E’ molto importante quindi informarsi bene e leggere tutti i foglietti illustrativi allegati alle condizioni, per essere sia a conoscenza di tutte le clausole allegate al mutuo.

 

Conclusioni

 

La cessione del quinto è una modalità di rimborso molto vantaggiosa, in quanto consente di avere la sicurezza di essere sicuramente in grado di pagare la rata mensile. Sicuramente bisogna informarsi adeguatamente su quali sono i prestiti con tassi più vantaggiosi, in quanto attualmente l’offerta è talmente vasta da dare al cliente la possibilità di scelta. La scelta della cessione del quinto consente sia di tutelare il dipendente, sia di sfruttare una modalità che lascia spazio ad una liquidità per le spese di ogni giorno.

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