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Pubblicazioni

cristianiLa storia degli intensi e complessi rapporti che, tra il 1933 e il 1945, intercorsero tra il Gran Muftì di Gerusalemme, Hajji Muhammad Amin al-Husayni, capo spirituale dei musulmani palestinesi, i movimenti panislamici, panarabi e nazionalisti sorti negli anni Trenta in Africa Settentrionale e in Medioriente e la Germania nazista e l’Italia fascista, rappresenta una delle vicende a sfondo diplomatico, politico-religioso e ideologico più interessanti e meno note di quegli anni. I motivi che spinsero la più venerata, seppure discussa e chiacchierata, personalità religiosa del Medio Oriente e i movimenti nazionalisti nordafricani e mediorientali ad unire i propri destini a quelli del dittatore tedesco e – anche se con modalità e risultati diversi – a quelli di Mussolini suscitano infatti un’indubbia curiosità, aprendo le porte ad un dibattito che, nell’attuale contesto geopolitico ed economico internazionale caratterizzato dalla recrudescenza dell’estremismo islamico antisionista e antioccidentale, assume una valenza ancora maggiore e specifica, fornendo utili elementi di chiarificazione.

ISBN-978-88-89756-89-8

cristianiMissioni segrete e operazioni poco note, fatti d'arme e avventure, che, dal 1940 al 1945, durante il secondo conflitto mondiale, videro protagonisti, con maggiore o minore fortuna, unità e uomini appartenenti alle forze aeree, navali e terrestri italiane. Gli episodi descritti in questo libro si rifanno a memorie, documenti e resoconti ufficiali, pubblicazioni specialistiche e articoli, redatti all'epoca dei fatti o successivamente. Monografia di 126 pagine (copertina a colori, 169 foto in b/n)

ISBN 978-88-96522-44-8

cristianiA sessantacinque anni dal termine dell'ultimo conflitto mondiale, questo libro descrive le missioni svolte dalle flotte alleate e quella tedesca fra il Mare del Nord e le coste artiche, usando documenti inediti provenienti dagli archivi tedeschi, inglesi e norvegesi. Ad esempio sono ampiamente descritti l'occupazione tedesca della Norvegia (Operazione Weserübung) nell'aprile 1940 e i convogli britannici diretti verso i porti sovietici nell'Oceano Artico. Sono fornite informazioni sulle batterie costiere del Vallo Atlantico, che le truppe tedesche dislocarono lungo le coste belghe, olandesi, tedesche, danesi e norvegesi per prevenire sbarchi alleati e per contrastare le incursioni svolte dalla Royal Navy. La parte iconografica è costituita da oltre 100 splendide fotografie della seconda guerra mondiale, mappe e disegni. Gabriele Faggioni, archeologo e ricercatore, ha pubblicato ricerche sulle fortificazioni liguri ed estere. E' collaboratore di numerose riviste storico-militari italiane e inglesi. Alberto Rosselli, noto giornalista e saggista storico, collabora da tempo con diverse testate nazionali e straniere e con i siti internet. Come studioso di storia moderna, contemporanea e militare ha al suo attivo numerose pubblicazioni. Libro 17 x 24, 288 pagine, euro 22, oltre 100 immagini.

cristianiLa storia degli intensi e complessi rapporti che, tra il 1933 e il 1945, intercorsero tra il Gran Muftì di Gerusalemme, Hajji Muhammad Amin al-Husayni, capo spirituale dei musulmani palestinesi, i movimenti panislamici, panarabi e nazionalisti sorti negli anni Trenta in Africa Settentrionale e in Medioriente e la Germania nazista e l’Italia fascista, rappresenta una delle vicende a sfondo diplomatico, politico-religioso e ideologico più interessanti e meno note di quegli anni. I motivi che spinsero la più venerata, seppure discussa e chiacchierata, personalità religiosa del Medio Oriente e i movimenti nazionalisti nordafricani e mediorientali ad unire i propri destini a quelli del dittatore tedesco e — anche se con modalità e risultati diversi — a quelli di Mussolini suscitano infatti un’indubbia curiosità, aprendo le porte ad un dibattito che, nell’attuale contesto geopolitico ed economico internazionale caratterizzato dalla recrudescenza dell’estremismo islamico antisionista e antioccidentale, assume una valenza ancora maggiore e specifica, fornendo utili elementi di chiarificazione.

cristianiPer quasi tutto l’Alto e Basso Medioevo e fino alla fine del XVI secolo la Repubblica di Genova si distinse non soltanto nella tra- dizionale pratica dei commerci e in quella finanziaria, ma anche nel settore militare, navale e terrestre. In più di un’occasione, nel corso della sua lunga storia, la Superba dovette occuparsi delle tutela dei suoi possedimenti e fortune attraverso la messa a punto di flotte da guerra o mediante la creazione e l’arruolamento di milizie destinate a presidiare il territorio della madrepatria e le sue colonie e fondaci, ed ebbe anche l’accortezza di fornire in diverse occasioni ai propri alleati consistenti aliquote di navi e armati. ’XI e la metà del XV secolo, la Repubblica, ma anche gruppi di mercenari al seguito di illustri genovesi in esilio, misero a disposizione di comuni, potentati e corone straniere diversi contingenti appartenenti ad una speciale categoria, quella dei balestrieri. Per un lungo periodo, dunque, questi specialisti e, in particolare la balestra genovese “a staffa”, svolsero un ruolo di primo piano in molte dispute belliche italiche ed europee.

cristianiLa storia dell’Aviazione militare ottomana iniziò nel lontano autunno del 1909, quando una delegazione di piloti francesi venne invitata ad Istanbul dall’Alto Comando dell’Esercito della Sublime Porta per dare dimostrazioni circa l’utilità del mezzo aereo in ambito bellico. Il 2 dicembre dello stesso anno, il ministro della Difesa, Mahmut Sevket Pasa, positivamente convinto dalle argomentazioni degli specialisti transalpini, si rivolse ad un pioniere dei cieli, il barone belga Pierre de Caters - che il 31 ottobre 1908 aveva percorso in volo 800 metri a bordo di un velivolo triplano Voisin dotato di un minuscolo motore da 57 cavalli - di recarsi ad Istanbul per effettuare alcuni voli con il suo fragile, ma rivoluzionario mezzo

cristianiL’America che non fu’, seconda edizione italiana, ampliata e aggiornata de
‘Il conflitto anglo-francese in Nord America 1756-1763’, pubblicata da IL CERCHIO (Collana Gli Archi) Rimini (novembre 2009).

 

cristianiLa Guerra Civile Greca (1944-1949), rappresenta un argomento poco toccato dalla storiografia corrente e ancor meno conosciuto dal grande pubblico. Tuttavia questo conflitto rappresentò una tappa molto importante non soltanto per la storia nazionale ellenica, ma anche per l’Europa, in un’ epoca nella quale stava calando la “Cortina di ferro” e il resto dell’ecumene veniva diviso in due blocchi ideologici, cristallizzati su posizioni rigidissime e contrapposti l’uno all’altro. Tra il 1944 e il 1949, la Grecia sperimentò sul proprio corpo, già martoriato dalla seconda guerra mondiale, una disputa cruenta, scatenata da un movimento comunista che, sebbene nettamente minoritario a livello popolare, si distinse non solo per caparbietà combattiva, ma anche per un massimalismo così radicale e dogmatico da indurlo a commettere una serie di atrocità che finirono per fargli perdere anche quella parte di consenso che riscosse, seppur per brevi periodi, soprattutto nelle aree montuose e più depresse della Macedonia e dell’Epiro.

cristianiLa lunga lotta armata che tra il 1927 e il 1949 contrappose le forze cino-nazionaliste del Kuomintang agli ordini di Chiang Kai-shek e l’armata comunista di Mao Tse-tung per il predominio sul più popoloso ed esteso stato asiatico: le radici, il ruolo della Russia e del Giappone.

cristiani«Sebbene la Repubblica Popolare Cinese continui a dichiararsi un Paese ateo, in realtà esso conta al suo interno una popolazione religiosa costituita da ben 540 milioni di individui (su un totale di 1 miliardo e 300 milioni di abitanti) dei quali, tuttavia, soltanto 300 milioni dichiarerebbero apertamente la propria fede per non incorrere in discriminazioni da parte dello Stato. Nonostante l’articolo n. 36 della Costituzione consenta a tutti i cittadini di esercitare “libertà di credo”, in questo vasto Paese l’essere professanti costituisce ancora un handicap di non poco conto, un effettivo status di ‘diversità’ che può precludere il beneficio dei più elementari diritti umani. Una situazione dolorosa e paradossale se si considera che a partire dagli anni Novanta in Cina nessuno crede più al mito del comunismo. E mentre il patrimonio culturale del socialismo maoista si sgretola di fronte all’epocale mutazione capitalista di questo immenso Paese, i vertici di Pechino si trovano a dovere fronteggiare – spesso con la violenza - una temuta realtà, fino ad appena un decennio fa totalmente inimmaginabile, cioè la spontanea rinascita tra le masse - disgustate dalla crescente corruzione delle istituzioni e deluse dal tradimento degli impossibili ideali di giustizia sociale predicati per decenni dallo stato materialista - del sentimento religioso. Quello che oggi reclamano milioni di giovani cinesi, soprattutto giovani, assetati non soltanto di facile e aleatorio benessere materiale, ma anche di dignità e autentica giustizia.

 

cristianiEdizione in lingua polacca

 

 

 

 

 

storie segrete«Mai nella storia d’Europa e forse in quella del mondo, si vide un odio così accanito per la religione e i suoi uomini.» Così scrisse uno dei più noti studiosi della guerra civile spagnola, il laburista inglese Hugh Thomas, a proposito della persecuzione anti-cattolica e anti-cristiana perpetrata dal governo repubblicano spagnolo tra il 1931 e il 1939. Con questo breve saggio Alberto Rosselli, senza nulla concedere al sensazionalismo, ma citando contesti, documenti e memorie, fa luce su quella stagione dell’orrore, indicando motivazioni pregresse, pretesti, incomprensioni, mandanti e responsabili materiali e morali di quella che si rivelò una vera e propria strage premeditata. Il libro di Rosselli non ha tuttavia la pretesa di riscrivere o reinterpretare una drammatica pagina di storia. L’obiettivo ultimo che si pone l’autore è infatti quello di contribuire a mantenere viva la memoria storica e di indurre una riflessione sul significato autentico dei termini, oggi abusati, di libertà e tolleranza. Quello di Rosselli è un pacato invito a ragionare e a non dimenticare in nome della verità, dell’obiettività e della giustizia affinché si possa acquisire una salda e coraggiosa coscienza capace di discernere il bene dal male indipendentemente dalle proprie convinzioni ideologiche.

 

storie segreteL’Asia Centrale, questo variegato mondo turcofono che ci rammenta la “Via della seta”, abitato da gente orgogliosa della propria identità, capace di raffinatezze elaboratissime ma anche di crudeltà primitive, è la materia del Panturanismo, che, con il Panturchismo, rappresentò - e pare stia tornando a rappresentare – il sogno revanchista del vasto e transnazionale ‘popolo turanico’. Turchia, Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan e Turkmenistan sono i paesi che fanno parte di questo immenso contenitore etnico-linguistico destinato, sembra, a giocare un ruolo strategico – soprattutto economico e militare. Con questa sua ultima ardua opera, Alberto Rosselli ha voluto indagare questa ampia, ma assai poco conosciuta area del mondo, legata da un filo sottile, ma robusto ed antico, ad Ankara. E ne ha tratto uno saggio storico e geopolitico che propende, tuttavia, anche verso l’analisi antropologica e filosofica. Esso permette infatti al lettore di comprendere le complesse radici e il significato profondo del ‘nazionalismo’ turco e le mai interrotte connessioni religiose, culturali e linguistiche esistenti tra il popolo anatolico e le genti dell’’Asia di mezzo’.

 

storie segreteIl Secondo Conflitto Mondiale è stato indagato a fondo da molti valenti autori, anche se non pochi aspetti politici, diplomatici e militari di questa epocale e cruciale contesa del Novecento abbisognano ancora di un’ulteriore e ben più approfondita analisi, e non di rado di una radicale “revisione” positiva, cioè di una nuova, non ideologica e quindi più corretta interpretazione dei fatti, conseguibile attraverso l’analisi dei moltissimi documenti che in questi ultimi anni sono emersi dagli archivi dei ministeri della Difesa e degli Esteri delle potenze che parteciparono alla guerra. L’intento di questo breve testo non è certo quello di “riscrivere” una porzione così ponderosa della storia bellica, ma più semplicemente quello di proporre a studiosi e ad appassionati di vicende militari alcuni episodi (fatti d’arme, missioni particolari, operazioni segrete e avventure di singoli personaggi) che videro protagonisti, con maggiore o minore fortuna, unità e uomini appartenenti alle forze aeree, navali e terrestri dell’Asse e alleate. Gli episodi contenuti e descritti in questo libro si rifanno a memorie, documenti e resoconti ufficiali e pubblicazioni specialistiche e articoli redatti all’epoca dei fatti o successivamente.

 

il tramonto della mezzalunaLa caduta dell'impero ottomano fu un evento destinato a modificare radicalmente la mappa geopolitica di vaste aree dei Balcani, del Medio Oriente e del Caucaso. Dai primi segnali premonitori legati alla contesa con l'Italia del 1911 e alla "secessione" degli Stati balcanici, fino all'ultima, fallimentare avventura che trascinò la Sacra Porta nel vortice del primo conflitto mondiale, il testo rivisita tutte le fasi e gli avvenimenti militari, politici e diplomatici che hanno caratterizzato il drammatico crollo dell'ultimo impero islamico, evidenziando l'origine del fattore religioso che all'alba di questo terzo millennio sembra essere tornato a condizionare le relazioni delle numerose comunità un tempo governate dalla Sacra Porta.

“ ‘Il Tramonto della Mezzaluna – L’Impero ottomano nella Prima Guerra Mondiale’ è un libro da leggere e da meditare perché – raro pregio – studiando i problemi e i fatti negletti del passato, esso contribuisce a farci comprendere la genesi di quelli del presente e dell’avvenire”.

 

sulla turchia e l'europaAll'interno dell'UE il dibattito sull'ingresso della Turchia in Europa appare molto intenso e conflittuale, e, nonostante i molti passi avanti compiuti dal governo di Ankara nel rispetto dei parametri imposti da Bruxelles, le non infrequenti battute di arresto avvertono che il cammino verso l'integrazione si prospetta ancora lungo e tortuoso. In questo breve saggio, che ripercorre in sintesi la storia dell'impero ottomano e della Turchia, vengono riportate le opinioni e le riflessioni (spesso radicalmente contrastanti) di studiosi e giornalisti esperti di questioni politiche, geopolitiche, religiose ed economiche, riguardo al delicato tema dei rapporti tra lo Stato anatomico e l'Europa. Alberto Rosselli, genovese, giornalista e saggista storico, collabora da tempo con diversi quotidiani e periodici nazionali ed esteri e con svariati siti internet tematici.

 

olocausto armenoLa persecuzione scatenata tra il 1915 e il 1918 dai turchi nei confronti della popolazione armena residente in Anatolia e nel resto dell’Impero Ottomano rappresenta forse il primo esempio dell’epoca contemporanea di sistematica e scientifica soppressione di una minoranza etnico-religiosa. Un piano di eliminazione che non scaturì soltanto dall'ideologia "panturchista" e "panturanista" che stava alla base sedicente partito “progressista” dei Giovani Turchi, ma che traeva le sue profonde origini dalle antiche e mai del tutto sopite contrapposizioni tra la maggioranza musulmana turca e curda e la minoranza cristiana armena. Con questo nuovo agile testo Alberto Rosselli, giornalista e storico, completa una trilogia (vedi ‘Il Tramonto della mezzaluna’ e ‘Sulla Turchia e l’Europa’) avente come scopo l’analisi e lo studio dell’Impero Ottomano e della Turchia nell’arco dell’ultimo secolo.

 

olocausto armenoTerza edizione ampliata de "l'Olocausto Armeno" (2009).

 

 

 

 

l'ultima coloniaTerza edizione de ‘L’Ultima Colonia’

l'ultima coloniaSeconda edizione ampliata de ‘L’Ultima Colonia’

l'ultima coloniaQuesto nuovo testo Alberto Rosselli abbandona momentaneamente la storia mediorientale per andare ad analizzare, sia sotto il profilo politico - economico che diplomatico-militare i rapporti delle Potenze e dei rispettivi possedimenti europei alla vigilia e durante la Grande Guerra e tutte le fasi della campagna d’Africa Orientale che vide il piccolo contingente del colonnello Lettow Vorbeck impegnato in un confronto senza speranze. Il testo, corredato da una sezione iconografica contenente rare immagini e mappe, descrive dettagliatamente le forze in campo e le tattiche e le strategie adottate. L’Ultima Colonia (titolo che fa esplicito riferimento alla difesa dell’ultimo possedimento dell’impero coloniale del kaiser) ripercorre, attraverso aneddoti e memorie tratte dai diari dei protagonisti e dalle relazioni ufficiali d’epoca, l’evolversi della più vasta, lunga ed impegnativa campagna combattuta da eserciti europei nel cuore di una regione equatoriale, caratterizzata da un habitat e da condizioni climatiche estremamente ostili: una contesa che si protrasse per oltre quattro anni con enormi perdite per entrambi i contendenti e che si concluse soltanto dopo la fine della guerra in Europa.

 

ventennio in celluloide’Il Ventennio In Celluloide’ vede Alberto Rosselli, giornalista ed esperto di problemi storici e geopolitica, cimentarsi in una nuova avventura letteraria, cioè la storia del cinema fascista. Anche se, come spiega lo stesso autore, “trattasi soltanto – almeno per la parte di mia competenza - di un interessante ma probabilmente isolato esperimento portato a compimento grazie anche alla preziosa collaborazione del collega Bruno Pampaloni, romanziere ed esperto di cinematografia. La prima porzione del lavoro, quella da me curata, si limita ad inquadrare ed illustrare sotto il solo profilo storiografico l’evolversi dell’epopea cinematografica italiana, dagli albori alla metà degli anni Quaranta”. Con questo saggio – sottolineano nella premessa Alberto Rosselli e Bruno Pampaloni - non si è comunque preteso fare della critica cinematografica. Lo scopo di questa pubblicazione, a carattere prettamente divulgativo, è infatti storiografico e tecnico al tempo stesso. Si tratta di un lavoro il cui obiettivo è quello di rivisitare tutte le fasi della cinematografia italiana del periodo fascista attraverso l’evolversi politico, sociale ed economico di una nazione colta in una fase particolare della sua storia, e mediante analisi comparative con la cinematografia di alcuni altri paesi europei, in particolare la Germania e, per quanto concerne la R.S.I., la Francia sotto l’occupazione tedesca e quella di Vichy. Il testo, come già accennato, è stato volutamente ripartito in due sezioni distinte: la prima incentrata sulla descrizione e sul divenire cronologico dell’industria e delle tipologie produttive italiane del periodo trattato e la seconda dedicata specificatamente ai criteri operativi, ai mezzi e alle innovazioni tecnologiche utilizzati per la realizzazione delle suddette opere.

 

resistenza antisovietica e anticomunista in europa orientaleQuello della lotta armata contro le dittature facenti capo a Mosca è stato un fenomeno sostanzialmente negletto, anche perché i regimi marxisti hanno provveduto con successo ad occultarne e minimizzarne la portata, attribuendone l’origine non tanto alla oggettiva violenza e impopolarità del sistema socio-economico comunista, ma alla supposta matrice reazionaria dei vari movimenti ribelli e alla concomitante azione destabilizzatrice esercitata su questi ultimi dalle potenze occidentali interessate a minare l’integrità e la solidità del mondo socialista. Abbiamo dovuto attendere il definitivo collasso del sistema sovietico per venire a conoscenza di questi fenomeni che hanno interessato non solo i Paesi Baltici, l’Ucraina, la Romania e la Polonia, ma anche alcuni paesi balcanici come la Iugoslavia e l’Albania.

 

resistenza antisovietica e anticomunista in europa orientaleVersione in lingua francese, edita da AKRIBEIA (2009)

 

 

 

 

 

québecIl libro di Alberto Rosselli, giornalista e ricercatore storico genovese, si apre con un'introduzione che descrive brevemente la situazione politica, economica e demografica della Nouvelle France (la vasta colonia francese del Canada) e quella delle tredici colonie inglesi affacciate sull'Atlantico alla metà del XVIII secolo. Nei capitoli successivi, l’autore focalizza l'attenzione sui prodromi e sull’inizio delle ostilità tra Francia e Inghilterra nel Nuovo Mondo e, soprattutto, sull'anno cruciale del conflitto, il 1759, analizzando le contingenze e le manovre politiche, diplomatiche e militari che indussero il generale francese il marchese di Montcalm, comandante in capo dell’esercito franco-indiano in Nord America, ad optare per una difesa ad oltranza della colonia e delle sue piazzeforti, tra cui la città di Québec, insidiata da un potente e numeroso corpo di spedizione terrestre e navale inglese al comando del maggiore generale Wolfe. Nei capitoli successivi, l’autore descrive lo svolgersi dell'assedio e le molteplici manovre delle forze inglesi alla ricerca di un punto debole della difesa francese. Punto di rottura che viene poi trovato in extremis dal generale Wolfe pochi giorni prima che la flotta inglese si trovi costretta, per non rimanere intrappolata tra i ghiacci del fiume San Lorenzo, a ritirarsi.. Rosselli descrive, infine, lo svolgersi della battaglia decisiva, avvenuta sulla Pianura di Abramo, quella che in buona sostanza deciderà le sorti dello scontro che terminerà con la vittoria britannica.

 

the anglo-french conflict in north america Questa ‘seconda’ opera ‘nordamericana’ (la prima è stata ‘Québec 1759’) di Alberto Rosselli risulta senz’altro avvincente e molto densa di fatti e aneddoti politici e diplomatici. Anche se l’autore predilige soffermarsi più sugli aspetti logistici, tattici e strategici di quella che giustamente è stata definita la ‘prima vera guerra mondiale’ della storia, cioè quella combattuta, tra il 1756 e il 1763, da Inghilterra e Francia in Nord America e non solo. Il contenuto del libro in sintesi. La visione strategico-militare del primo ministro britannico William Pitt (vero artefice della vittoria britannica) viene messa a confronto con la sostanziale incapacità della corte di Versailles di interpretare un conflitto ‘planetario’: ingenuità che porterà la Francia alla sconfitta e alla perdita dei suoi principali possedimenti d’oltre oceano. Se la Guerra dei Sette Anni (1756-1763) sancì infatti il consolidamento del potere coloniale, militare ed economico britannico e l’inizio della decadenza della Francia come potenza globale. Questi ed altri aspetti, come il ruolo delle popolazioni indiane (divise tra loro e schierate al fianco dei contendenti europei) vengono approfonditi da Rosselli che dedica anche molto spazio alla descrizione dei principali protagonisti del conflitto anglo-francese, primi fra tutti i generali Wolfe e Montcalm. Il libro, che è corredato da mappe e illustrazioni, è segnalato dalla Biblioteca del Congresso di Washington ed è stato tradotto in lingua inglese.

the anglo-french conflict in north america

 

 

 

 

Seconda edizione in lingua inglese de "Il conflitto Anglo-Francese in Nord America (1759-1763)", 2008

Contributi

the anglo-french conflict in north americaL’Europa nel corso della sua storia si è espansa anche negli altri continenti, generando spesso non solo “colonie”, ma anche processi di inculturazione complessi, che hanno dato vita a civiltà in cui l’elemento europeo si è fuso in maniera originale con le culture del luogo, dando vita a sintesi originali e feconde.
Grazie al contributo di numerosi Autori di tre continenti, in questo volume si ripercorrono le tappe della creazione di tante “Europa fuori dall’Europa” in Asia, America Latina, America Settentrionale, Africa, secondo una suddivisione di modelli che vede il succedersi di spedizioni militari, espansione religiosa missionaria, creazione di civiltà coloniali e di sintesi.
Uno sguardo stimolante e sintetico su quanto l’Europa ha dato al mondo, nel bene e nel male, nel corso del secondo millennio della nostra storia.

L'Europa oltre l'Europa - Crociate, missioni, colonie
A cura di Andrea Piras

 

the anglo-french conflict in north americaE’ da oggi disponibile presso la casa editrice genovese Effepi, il volume Louis Ferdinand Céline in foto - Immagini, ricordi, interviste e saggi, curato da Andrea Lombardi, un interessante volume per scoprire la poliedrica e a volte contraddittoria figura di questo grande della letteratura mondiale del novecento, attraverso le parole di quelli che lo hanno conosciuto. Il volume raccoglie infatti interviste, ricordi e saggi, per la maggior parte inediti in Italia, di Lucette Almansor, Arletty, Michel Aimé, Abel Bonnard, Arno Breker, Lucien Rebatet, Gen Paul, Ernst Jünger, ma anche spunti e riflessioni critiche di scrittori e critici italiani tra i quali spiccano i nomi di Marina Alberghini, grande studiosa di Celine e autrice di una immensa biografia di cui già abbiamo parlato qualche tempo fa, ma anche quelli di Antonio Moresco, Alberto Arbasino, Alberto Rosselli, Carlo Bo e molti altri. A completare il volume a renderlo ancora più gustoso e interessante, un buon repertorio di foto che accompagnano il lettore attraverso la travagliata vita di Louis Ferdinad Céline, dall’infanzia fino agli ultimi anni a Meudon, passando per l’esperienza della prima guerra mondiale, per la Parigi dell’Occupazione Nazista, per la fuga in Danimarca ma anche scatti di vita privata, delle sue donne. Un libro sicuramente molto interessante per tutti gli appassionati del medico che scardinò il romanzo.

Louis Ferdinand Céline in foto - Immagini, ricordi, interviste e saggi
a cura di Andrea Lombardi
Edizioni EFFEPI, Genova, 2009

 

the anglo-french conflict in north america«Meglio avere la Turchia dalla nostra parte piuttosto che contro». Un’affermazione che è forse all’origine della bizzarra decisione presa dalla Commissione europea, nel 2005, di aprire i negoziati per l’ammissione di Ankara nell’Unione. Sono state infatti «dimenticate» le condizioni poste dal Parlamento europeo nel 1987, che imponevano alla Turchia – oltre al ritiro immediato delle truppe da Cipro – il riconoscimento ufficiale del genocidio armeno, il rispetto dei Diritti dell’uomo, l’interruzione immediata di ogni atteggiamento persecutorio nei confronti delle minoranze etnico-religiose anatoliche. Perché questa strana indulgenza, che contraddice gli stessi principi democratici su cui è fondata l’Unione europea? A favore giocano certamente l’appartenenza della Turchia alla nato, il suo ruolo di attore strategico nell’ambito delle dinamiche mediorientali, nonché la prospettiva dell’apertura di un nuovo, popoloso mercato per gli Stati europei in cerca di consumatori. Ma proprio l’aspetto demografico dovrebbe invece preoccuparci, avverte l’autore. Perché nel 2020 la Turchia potrebbe avere 90 milioni di abitanti e, quindi, il maggior numero di parlamentari europei. L’Unione avrebbe di conseguenza tra i suoi Stati membri un paese islamico in grado di far valere a livello legislativo istanze religiose e culturali totalmente estranee alle tradizioni del nostro continente. Senza ipocrisie o moralismi, del Valle utilizza le sue vaste competenze in ambito geopolitico, la profonda, diretta conoscenza della situazione turca e un’affilata intelligenza critica per esporre, in tutta la sua crudezza, un tema che toccherà profondamente il destino della nostra civiltà e delle generazioni future.

Alexandre del Valle - Perchè la Turchia non può entrare in Europa

Edizione italiana a cura di Alberto Rosselli.

Narrativa

amerigo e carducci

 

brevi racconti

 

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Contributi e ricerche

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